Esiste invece una circolarità della storia che ha molto a che vedere con il sentire e la coscienza di ciascuno, con l'esperienza personale che, sappiamo molto bene, è fatta di rallentamenti, dietro-front, capovolgimenti di fronte, deviazioni ... e si alimenta di sentimenti, passioni e percezioni che non sempre riescono a tradursi in una conoscenza limpida, concreta.
Quanto è lungo un giorno? Perché certe giornate sembrano essere tutte uguali, affondate nella routine, quando altre, al contrario, appaiono molto movimentate, al limite dello stressante... quando, a ben vedere, sono scandite da un'agenda tutto sommato abbastanza simile?
In fondo, noi missionari viviamo questa circolarità della vita, così ben espressa da un'aforisma di Thomas S. Eliot che mi piace sovente ricordare:
Non smetteremo di esplorare.
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| A. Rodin, La mano di Dio |
ritorneremo al punto di partenza
e lo conosceremo per la prima volta.
Ogni istante della nostra vita è sorgente di continue soste e ripartenze.
La storia della salvezza parrebbe rappresentabile con un'interrotta linea retta, che va dal momento originario della creazione alla fine dei tempi, alla redenzione. Tuttavia, la redenzione non è in realtà la ri-creazione dell'armonia degli inizi, prima del peccato? Tutta la storia della salvezza non è in fin dei conti la storia di un grande, eterno ritorno?



