domenica 21 ottobre 2012

Evangelizzare con la vita

In occasione della Giornata missionaria mondiale, ecco una pagina del Cardinal Martini, ripresentatami oggi via e-mail dall'amico Giovanni Varini, ricco di letture e di una spiritualità viva e curiosa. Lo ringrazio.


COMUNICARE IL VANGELO
La comunicazione del vangelo non si attua soltanto nel dialogo esplicito. C’è un immenso campo di azione che compete particolarmente ai credenti laici e che riguarda l’affermazione, il sostegno e la promozione dei valori profondi che sono previ a qualunque confessionalità e comuni a tutti gli uomini. Tutto ciò che ha attinenza alla coscienza, alla responsabilità, alla giustizia, alla pace, alla salvaguardia dell’ambiente, fa parte di un linguaggio a tutti accessibile, che ha le sue radici nell’opera creatrice e redentrice del Signore. Il modo di comportarsi e di interagire nella vita quotidiana, nei rapporti interpersonali, negli affari e nella politica, in quei mille contatti quotidiani che si vivono in famiglia, nei luoghi di lavoro e nel tempo libero, dovunque siano in questione anche modeste e semplici scelte morali ( come quella di dare una risposta gentile o un’informazione corretta) può irradiare tali valori a misura dell’intensità con cui sono vissuti, o negarli, o aggredirli. Quanto più la comunità cristiana e il singolo fedele saranno in grado di esibire scelte e stili di vita coerenti con il Vangelo, pur senza sottolinearlo esplicitamente, si eserciterà una forza aggregante e persuasiva sull’insieme dei comportamenti umani per la ricostruzione di una comunione sui grandi temi etici che hanno le loro radici nella rivelazione di Dio.

da C.M. Martini, 365 lampi d’eternità, Elledici Editrice 2003

Consolata.org cambia casa


Carissimi amici e confratelli, internauti missionari,
 come avrete senza dubbio notato ciccando sul solito link: consolata.org, la home page del nostro sito è cambiata.  Vista il sito nella sua nuova versione In meglio? In peggio? Toccherà a tutti noi stabilirlo, man mano che lo frequenteremo, per lavoro o per diletto. Dopo un po’ di anni di onorato servizio abbiamo però pensato che il vecchio template dovesse andare in pensione per essere sostituito da un modello più agile, dinamico e, speriamo, pratico da usare.
Sicuramente, mettiamo già da subito le mani avanti, avremo bisogno di un periodo di prova per fornire tutti gli aggiustamenti necessari a rendere la navigazione nel sito fluida e veloce. Ogni suggerimento, è inutile persino dirlo, sarà ben gradito, così come anche la semplice opinione di ciascuno. Ciò che ci preme è comunicare la ricchezza del messaggio che i missionari della Consolata hanno nel cuore, e farlo nel miglior modo possibile.
 Diversità nella continuità
Dopo il primo impatto, in cui si è colpiti da un evidente contrasto soprattutto a livello cromatico, sarà facile notare come in realtà il sito conservi una struttura assolutamente familiare. Tutte le parti che costituivano la vecchia edizione sono state conservate, ad eccezione di pochi elementi che erano rimasti pressoché inutilizzati nel corso degli anni. Le rubriche più seguite sono sempre in evidenza, così come estremamente facile è l’accesso alle nostre fonti carismatiche, contenute nel sito dedicato al nostro fondatore.
Ci è sembrato importante continuare a garantire una certa continuità, mantenendoci fedeli a uno stile e a una scelta editoriale che finora ha reso un bel servizio ai missionari della Consolata, che leggono con piacere e frequenza quanto viene pubblicato in questo strumento che da sempre “sentono” essere loro. Uno stile che, per altro, piace anche ai nostri amici e visitatori occasionali che con frequenza accedono e navigano tra queste pagine.
 Sentirsi un po’ più giovani
Nel medesimo tempo, abbiamo provato a dotare il sito di qualche accorgimento multimediale che lo rendesse più attraente e multi funzionale, senza però appesantirne eccessivamente grafica e struttura e rendendone possibile l’apertura e la navigazione anche in luoghi dove le connessioni internet non sono delle migliori. Sarà però possibile guardarsi qualche video e riconoscere non soltanto la penna o il volto del missionario che si conosce, ma vederlo in azione, ascoltandone la voce. Così come sarà importante avere un buon apparato iconografico, ovvero… tante fotografie, perché il mondo è bello leggerlo, ma anche guardarlo nello splendore di tutti i suoi colori.
Lo stesso discorso dicasi per la possibilità di interfacciarsi meglio con i cosiddetti social networks, moltiplicando così ulteriormente i percorsi di accesso ai contenuti del Sito.
 Un sito di tutti
Internet ha amplificato moltissimo la possibilità di trasmettere in tempo reale i contenuti che si vogliono comunicare. Il proliferare di siti, blogs e altri mezzi di comunicazione sociale digitali testimonia il fatto che non si può fare comunicazione oggi se non si ha un supporto multimediale adeguato. Senza diventare fanatici della tecnologia e mantenendo un occhio di riguardo soprattutto nei confronti del contenuto che si vuole comunicare, pensiamo che questo sito dovrebbe, un domani, diventare il grande portale capace di dare accesso al mondo dei missionari della Consolata. Oggi, però, ci accontentiamo di raccogliere le voci della missione, sia quella più generale della Chiesa, sia quella che, personalmente e comunitariamente, tanti nostri missionari portano avanti in più di venti paesi distribuiti in quattro continenti. È soprattutto a voi che ci rivolgiamo oggi presentando la nuova home page. La parola home significa “casa, focolare”. Sentitevi a casa vostra in questo sito, perché lo è. Raccontateci cosa succede nelle stanze della vostra missione e noi, attraverso questo mezzo, faremo arrivare il vostro racconto nella case di altri, di molti, potenzialmente… di tutti.

Buona navigazione:
padre Ugo Pozzoli
Consigliere Generale IMC

domenica 26 agosto 2012

Da via Cialdini alla steppa


Sono migliaia i chilometri che separano Torino da Ullaan Baatar e a pensarci fa un certo effetto ritrovarsi così lontani da casa, da via Cialdini e dalla parrocchia Regina delle Missioni, luogo dove, seppur in anni diversi abbiamo condiviso parte della nostra formazione cristiana. Il fatto è che siamo due parrocchiani un po’ particolari, entrambi missionari della Consolata: padre Giorgio Marengo si trova in Mongolia da ormai quasi dieci anni, mentre il sottoscritto lavora nel Consiglio generale dell’Istituto, incaricato di accompagnare le nostre missioni in Europa ed Asia.
C’è però aria di casa nel fuoristrada che, insieme a Suor Lucia Bartolomasi (di Alpignano), ci trasporta dalla capitale della Mongolia a Arveiheer, dove ha sede la piccola comunità dei missionari e delle missionarie della Consolata, eretta parrocchia da poco più di un mese. Macinando chilometri si intrecciano ricordi, mischiando con disinvoltura il presente della realtà missionaria fra i nomadi delle steppe, il futuro della nostra missione nel continente asiatico e il passato fatto di luoghi e volti, conosciuti e condivisi a Regina delle Missioni. È stato un po’ come portarvi con noi in missione, lì dove, in fondo, ci avete inviati anni fa perché fossimo l’espressione missionaria della vostra e nostra comunità parrocchiale.
Non c’è alcun dubbio che la missione in cui lavora padre Giorgio, sia di frontiera, in un contesto di prima evangelizzazione e dove la bellezza primitiva ed incontaminata dell’ambiente riesce soltanto in parte a mitigare le asperità del clima, della lingua e della condivisione della vita sociale con la gente mongola. Colpisce però vedere la serenità e la gioia con cui lui e gli altri missionari e missionarie della Consolata si aprono alla novità di questa missione che rappresenta per il nostro Istituto una sfida nuova ed entusiasmante. Questa è senz’altro l’immagine più bella e forte che porto nel cuore.
Chissà che un giorno un pellegrinaggio un po’ speciale non possa condurre qualcuno della parrocchia, magari qualche ragazzo dei gruppi giovanili, ad “assaggiare” un po’ di missione in Mongolia. Giorgio, immagino, ne sarebbe contentissimo, così come felice sarebbe senz’altro la nostra Patrona, Maria Regina delle Missioni, oggi presente nell’immagine della Vergine Consolata, davanti alla chiesa, a forma di tenda mongola, della comunità di Arveiheer.

martedì 19 giugno 2012

Consolata: auguri dall'Asia


Icona della Consolata dalla Mongolia

Senza voler mettere in dubbio il valore universale della consolazione, è bello sottolineare oggi, 20 giugno 2012, festa della Consolata, come l’Asia vesta splendidamente questo manto di misericordia e grazia con cui Dio protegge i suoi poveri attraverso l’intercessione di Maria. Indico una data precisa perché segna un impegno nel tempo che i missionari della Consolata si sono dati, nel loro Capitolo generale, di aprirsi con più decisione al continente più grande e popolato del mondo, in grandissima parte non cristiano.
Essere missionari in Asia oggi - lo hanno condiviso con noi in questi giorni confratelli e consorelle che lavorano in Corea e Mongolia - significa essere un seme gettato in un campo vastissimo, dove non esistono solchi, ma soltanto la casualità di poter cadere in terra fertile ed accogliente, dove inizi lentamente a crescere e, forse, a dare frutto. Significa lavorare nel silenzio, in punta di piedi, assaporando quotidianamente la difficoltà di vivere in un continuo paradosso: cercare l’utilità della missione nel sentirsi inutili, la grandezza nelle piccole cose, la centralità della nostra fede nel sentirsi emarginati e periferici.
Maria Consolata incarna questo stile alla perfezione. La serva umile che accoglie nel silenzio le pillole di mistero che il Signore le fa prendere poco alla volta (fino all’ultimo amarissimo rimedio assunto sotto la croce) diventa compagna d viaggio, maestra di vita e di stile per quei missionari che sono quasi obbligati dal contesto a fare una missione come il nostro Fondatore, il Beato Giuseppe Allamano, avrebbe voluto: fatta bene… e senza rumore.
Statuetta proveniente dal Perù
Tanti auguri a chi legge, dunque, semplici e sentiti, accompagnati da due immagini significative: una Consolata “mongola”, dipinta da un pittore di Ulaan Baatar con ti tratti forti e gentili di una nomade delle steppe. È un’immagine conosciuta perché campeggia ormai da qualche anno sulla testata della homepage del nostro sito ufficiale, www.consolata.org. La seconda è una madonna peruviana che allatta il suo Gesù. L’ho fotografata oggi nell’ufficio di Mons. Pietro, vescovo di Ui-jong-bu, una diocesi alla periferia Nord della grande Seul, alla frontiera con la Corea del Nord, diocesi in cui lavorano i nostri confratelli della comunità di Tong-du-cheon. Offrono un servizio di evangelizzazione dei poveri che, oggi, sono in particolare i molti migranti, sovente illegali, che abitano quell’ultimo tentacolo di città che si esaurisce in una delle grandi basi militari americane tuttora presenti in Corea. In queste due immagini si specchiano i volti dei tanti che sperano nel Dio liberatore, in Colui che ascolta il grido del suo popolo e ne scioglie le catene, qualunque esse siano.
Buona Festa della Consolata.